atlante delle feste religiose in campania   

festa di san costanzo

italiano


Il 14 maggio di ogni anno si celebra nell’isola di Capri la festa in onore di San Costanzo. Secondo la tradizione agiografica il vescovo Costanzo, patriarca di Costantinopoli, durante il suo viaggio di ritorno da Roma era scampato ad una tempesta sbarcando fortunatamente a Capri. Interpretando questo salvataggio come volere divino, decise di restare sull'isola insieme ai suoi discepoli Sergio e Giorgio per convertire al Cristianesimo i suoi abitanti. Morì sull’isola e le sue reliquie vennero conservate nella chiesa da lui fondata. Da allora fu venerato come protettore di Capri, la sua immagine è stata scelta come stemma sul gonfalone della città. Tra i miracoli a lui attribuiti e narrati nel Sermo de Transitu Sancti Costantii redatto nel 1137 dal monaco Marino da Sorrento del Convento di San Severino e Sossio di Napoli vi è quello compiuto nell’anno 991 quando, scatenando una furiosa tempesta, impedì lo sbarco sull’isola dei corsari guidati da Boalim. La chiesa intitolata a San Costanzo, che oggi ha sede nella piazzetta principale dell’isola sul sito della ex Cattedrale di Santo Stefano, si trovava in origine presso il Borgo di Marina Grande in località Aiano di Sotto. Nel 987 l'arcivescovo di Amalfi istituì la diocesi di Capri e fece costruire, al posto della chiesa paleocristiana, la nuova chiesa in forme bizantine: San Costanzo fu sede del Vescovo fino al 1596, quando si decise di spostare il seggio nella nuova cattedrale al centro di Capri dove sarebbe stato meglio protetto dalle incursioni saracene. Questo spostamento fu all'origine della rivalità tra i Capresi (abitanti del centro) e i "Greci" (la gente della Marina Grande). Da allora, anche se per la festa del patrono a Maggio le reliquie di San Costanzo vengono portate qui per una settimana a ricordare le origini del culto, i percorsi religiosi si sono definitivamente divisi e la Marina Grande ha scelto un nuovo protettore nella Madonna della Libera festeggiata a Settembre e a cui è stata anche intestata la chiesa di San Costanzo a partire dal 1972. Il busto d’argento di San Costanzo risale al 1715 quando i fedeli con il loro contributo e su interessamento del vescovo Michele Gallo Vandeneyde vollero sostituirlo a quello in legno dorato di antica e semplice fattura. Fu in quella occasione che la mitra vescovile venne ornata con pietre preziose rinvenute negli scavi di Villa Jovis, mentre nella fibula che lega il piviale è conservato un frammento osseo del suo ginocchio. Il giorno prima della festa il simulacro viene esposto nella Chiesa e, il 14 maggio, trasportato con una lunga processione nella Chiesa di Marina Grande, dove resterà una settimana, per essere poi ricondotto a Capri la domenica successiva. L’esposizione del Santo viene ancora oggi seguita con ansia e curiosità da parte dei fedeli che aspettano di leggere sul suo viso tristi o felici presagi. La mattina del 14 viene celebrato, alla presenza dell’ Arcivescovo di Sorrento e di tutto il Capitolo, il solenne pontificale durante il quale viene dispensato il sacramento della Cresima. Nel pomeriggio ha luogo la processione che dopo un breve giro per le vie del centro, scende per via Acquaviva per raggiungere Marina Grande. Apre il corteo una banda musicale seguita da un lungo gonfalone amaranto a forma di vela, forse in ricordo della venuta del Santo sull’isola. Seguono varie Confraternite. La più antica è quella di San Filippo Neri in tunica bianca e mozzetta rossa. Segue un rocifisso con i chierichetti in tunica rossa e cotta bianca, infine tutto il clero che reca in mano ceri accesi e il Santo Patrono portato a spalla dai giovani confratelli della San Filippo Neri. Immediatamente dietro sfilano il Sindaco e la Giunta cittadina con lo stendardo retto da un vigile urbano. Altri vigili urbani, in alta uniforme, stanno ai fianchi del simulacro unitamente ad altri militari delle forze armate con le rispettive autorità. Dai balconi e dalle terrazze delle case i devoti, al passaggio del Santo, fanno piovere sulla sua statua petali di rose e fiori di ginestra, chiamati qui “fiori di San Costanzo”. Lungo tutto il percorso si intensifica lo sparo di mortaretti che raggiunge il suo culmine a Marina Grande, dove si unisce il fischio delle sirene dei vaporetti in sosta nel porto. La processione attraversa tutto il borgo marinaro e dopo l’ultimo tratto di via Cristoforo Colombo, raggiunge la piccola chiesta bizantina. La sera vengono sparati magnifici fuochi d’artificio riprendendo l’antica tradizione portata avanti fino ai primi anni del Novecento. La festa di san Costanzo, a Capri, si presenta come un interessante e complesso rituale di costruzione e rappresentazione culturale dell’identità sociale. In esso, grazie al confluire di simboli legati tanto alla ‘cultura del mare’ che a quella della terra’, gli abitanti danno vita ad una interessantissima performance culturale nella quale, grazie alla presentazione simultanea di materiali eterogenei – leggende e racconti di fondazione di culto, immagini pittoriche raffiguranti i miracoli del santo, frammenti agiografici – la comunità, per così dire, si costringe, grazie anche alla ostentazione di comportamenti rituali tradizionali, a ripiegarsi su se stessa per riflettere sulle relazioni, sui significati, sui codici, sui ruoli, sulle condizioni, sulla struttura sociali e sulle regole che governano la città e l’isola di Capri, sullo sfondo dei suoi rapporti con la terra ferma e delle altre isole del Golfo diNapoli. H.S

 


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english


A Festival in honour of Saint Costanzo

On the 14th of May, a festival in honour of Saint Costanzo occurs in the island of Capri. According to tradition, the Bishop Costanzo, patriarch of Costantinopole, during his return to Rome, saved himself from a terrible storm by disembarking in Capri. Considering the rescue as a divine willing, he decided to stay in the island together with his two disciples, Sergio and Giorgio, in order to convert the inhabitants of Capri to Christianity. He died in the island and his relics were kept in the church that he founded. Since then, he was honoured as a protector of Capri, and his image was chosen as a stem on the town’s gonfalon. One of his miracles was made in 991 when, by causing a huge storm, he prevented the pirates from disembarking in the island. In 987 the Archibishop of Amalfi instituted the Capri’s diocese and a new church was built in a Byzantine style. Saint Costanzo’s church was theseat for the Bishop until 1956, when the new Cathedral was built in the centre of the island in order to better protect it from the Saracen raids. The silver bust of Saint Costanzo was made in 1715, replacing the wooden one that was too simple. In the day before the festival, the simulacra is exposed in the church, and on the 14th of May is carried in procession to the church of Marina Grande; it will stay there for a week and on the next Sunday it will be carried back to Capri. In the morning of the 14th of May, the solemn pontifical mass is celebrated, and in theafternoon of the same day, a procession takes place from the verycentre of the island up to Marina Grande. The procession starts with a music band followed by a long sail-shape gonfalon. After that, there are some confraternities, the oldest one of them is the San Filippo Neri’s confraternity. Behind, there are the Mayor and the town council with the flag held by a policeman. From the houses’ balconies, the devotees throw petals of rose and broom flowers (they are called “San Costanzo’s flowers”) upon the Saint’s statue. In the evening a magnificent firework’s show takes place.

 

dove / where


Isola di Capri


(Napoli)

quando / when


14 maggio

14th of May every year