italiano
Nel piccolo borgo di Montemarano, a 24 Km da Avellino, i festeggiamenti carnevaleschi hanno una tradizione secolare. Ogni annodal 17 gennaio ed in tutte le domeniche successive, fino all’inizio della quaresima (i), un corteo di maschere festanti invade le vie del paese e procede in forma processionale accompagnato dal ritmo incalzante della caratteristica tarantella montemaranese (ii). Un tempo ci furono delle vere e proprie sfide di maschere fra le uniche due fazioni che allora partecipavano: quella della Piazza e quella di Via Roma. Oggi le fazioni si sono moltiplicate fin quasi ad annullare l’aspetto competitivo della manifestazione così come la differenza fra spettatori e protagonisti. Le maschere, che si rinnovano ogni anno riproponendo personaggi ed avvenimenti del mondo contemporaneo, procedono in gruppi danzando al ritmo sfrenato della tarantella ed abbandonandosi al tradizionale lancio di confetti sulla folla. Ogni corteo è guidato da un “caporaballo”, una figura emblematica del carnevale montemaranese che indossa un caratteristico costume bianco e rosso e provvede a mantenere l’ordine. Altre maschere tradizionali sono quella della “pacchiana” (tipico costume femminile) e dello “straccivendolo” che, per il carattarestico costume fatto di brandelli di stoffe diverse, è stato definito l ’“arlecchino” montemaranese. I festeggiamenti terminano la domenica successiva al “mercoledì delle ceneri” con la rappresentazione del “Carnevale morto”: un corteo funebre-ironico accompagna il fantoccio di Carnevale per le vie del paese. Solo dopo aver letto il testamento del morto ci si può lanciare in un’ultima danza sfrenata che va avanti fino a notte inoltrata quando avviene la propiziatoria rottura della “pignata”, una grande pentola di terracotta, dalla quale fuoriescono biscotti e dolciumi.
(i) Quaresima: il periodo liturgico di 40 giorni che inizia il“mercoledì delle ceneri”* e termina il sabato che precede la Pasqua. Ha carattere penitenziale.
* Nel calendario cattolico romano il “mercoledì delle ceneri” precede la I domenica di quaresima. In questo giorno si osservano il digiuno e l’astinenza. Il nome trae probabilmente origine dal rito dell’imposizione delle ceneri sul capo che fu esteso a tutti i fedeli dal XI secolo.
(ii) La tarantella montemaranese è suonata da un piccolo complesso strumentale composto da clarinetto, fisarmonica e tamburello (ai quali si aggiungono le nacchere, avolte suonate dai danzatori). Agli strumenti si unisce inoltre il canto. La formazione strumentale ha saputo rinnovarsi negli anni. Fino al dopoguerra la tarantella era suonata a Montemarano dalla ciaramella (ancora oggi sono attivi dei suonatori di questo strumento) accompagnata dall’ organetto e, si dice, anticamente dalla zampogna. Oggi sono il clarinetto e la fisarmonica a prevalere. Ma oltre a questa formazione strumentale principale, la tarantella montemaranese viene eseguita, al di fuori del Carnevale, da numerosi altri strumenti tra cui lo scacciapensieri, l’armonica a bocca, il doppio flauto. Dal punto di vista musicale, la tarantella di Montemarano ha numerose caratteristiche che la rendono unica nel panorama delle musiche per danza dell’Italia meridionale. Si possono qui sintetizzarne le principali:
*un particolare ritmo eseguito dal tamburello: in una battuta di quattro tempi l’ultimo tempo è accentato e anticipato creando un interessante controtempo, funzionale al ballo.
*La creazione di nuovi motivi da parte dei suonatori più bravi.Quasi ad ogni Carnevale si possono ascoltare nella sfilata delle nuove melodie (motivi) che vengono appositamente preparate dai migliori suonatori. In questo modo, il repertorio della tarantella montemaranese riesce a rinnovarsi di continuo, pur mantenendosi legato alla tradizione.
*Una ricchissima pratica dell’improvvisazione per cui i suonatori di clarinetto non suonano quasi mai una melodia identica ad un'altra; l’improvvisazione nella tarantella di Montemarano è caratterizzata inoltre da una modalità di variazione da me definita “caleidoscopica” in cui le diverse parti –i vetrini del caleidoscopio – si ricompongono ad ogni melodia in modo diverso. Questa modalità di improvvisare è funzionale ad assecondare il ballo che dura per tre giorni e che si snoda per le strade della città. A seconda delle circostanze, i musicisti potranno scegliere i motivi (e le possibilità di variarli), che più si adattano a quel determinato momento. E chi balla non si stanca mai di ascoltare questa tarantella.
*Una sonorità particolare, immediatamente riconoscibile, data dal modo “squillante” con il quale viene suonato il clarinetto di metallo.
*Lo sfruttamento delle modulazioni in tutte le tonalità per conferire varietà e ricchezza ulteriore all’improvvisazione.H.S
Persaperne di più: Giovanni Giuriati "Un principio compositivo caleidoscopico: la tarantella di Montemarano" Culture Musicali I 2, 1982
english
In the little village of Montemarano, 24 Km far from Avellino, the carnival’ s celebration hols a very old tradition. Every year, from the 17th of January and in the all following Sundays, until the beginning of the Lent, a procession of typical masks go along the town’s streets accompanied by the rhythm of the tarantella of Montemarano (1). Long time ago, there was a masks’ competitions between two factions: the one of the Piazza (the square) and the one of Via Roma. These factions are currently much more than two, so the old competition does not exist anymore. Every year there are new masks that have the aim to show characters and happenings of the contemporary world. They proceed in groups, dancing at the rhythm of the tarantella. Each procession is driven by the “caporaballo”, a particular character of the carnival of Montemarano; he wears a special red and white dress and he has the duty to keeping order. Other typical masks are the “pacchiana” (a female costume), the “straccivendolo”, who has been defined as the “arlecchino” of Montemarano because of his dress, which is made with different cloth’s pieces. Celebrations end on the Sunday that follows the Ash Wednesday with the representation of the “Carnevale Morto” (the Dead Carnival): a funeral-ironical procession goes with the carnival’s puppet through the town’s streets. Only after the reading of the dead person’s testament people are allowed to wildly dance up to the very night. At that time there is the propitiatory breaking of the “pignata”, a big earth enwarepan from which sweets and biscuits come out.
(1) The tarantella of Montemarano is played by a small music band composed by a clarinet, an accordion and a tambourine. The singing goes together with the instruments.
dove / where
Montemarano
(Avellino)
quando / when
dal 17 Gennaio alla Domenica successiva al Martedì di Carnevale (Mercoledì delle ceneri.)