italiano
Ogni anno, il 2 Febbraio, in occasione della Candelora, si svolge a Montevergine, in provincia di Avellino, un rituale dalle origini antichissime. Il rituale prevede una salita processionale al santuario (XII secolo) situato a 1270 metri di altezza sul massiccio oggi denominato “Partenio” (termine greco che indica le giovani donne non maritate), ma un tempo chiamato in diversi modi: “monte di Cibele”, “monte Virgiliano o di Virgilio”, infine, solo a partire dal XII secolo “monte Vergine”. Le profonde radici di questo culto sono testimoniate dal fatto che proprio dove sorge ora il santuario c'era in età romana un tempio dedicato alla dea Cibele, l’antichissima dea Madre proveniente dall’Asia Minore, i cui sacerdoti celebravano il culto vestiti di abiti femminili. Una leggenda racconta che Virgilio, recatosi presso il tempio a consultare l'oracolo della dea,venne però respinto da Cibele e perciò decise di tornare su quel monte ogni estate, anzi, vi piantò un orto di erbe medicinali e magiche che gli servivano per curare coloro che si ivolgevano a lui. In seguito a numerose guarigioni il monte gli fu intitolato. Altre feste pagane cui allude il rituale, sono i lupercali, feste della fecondità e della purificazione. La festa in onore della Madonna di Montevergine, conosciuta come “Mamma Schiavona”, per il colore scuro della pelle della sua immagine, prende il nome di “Candelora”: il termine deriva dal latino e allude alla benedizione delle candele. L’ascensione al monte, oltre che riprendere forme di culto pagane, vuole ricordare l’ascesa al monte che avrebbe fatto la Vergine per recarsi al tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù: sul cammino che porta al santuario c'è una roccia a forma di sedile su cui si dice si sia seduta a riposare la Madonna stessa che saliva al monte. Durante il percorso viene concessa ogni esagerazione, che assume significato rituale, e che diventa così protagonista della festa, in un giocoso incontro tra sacro e profano: canti, suoni di nacchere, tammorre e cimbali, travestimenti e danze frenetiche . Alla processione del 2 Febbraio partecipa un grande numero di “Femminielli” (soprannome partenopeo degli omosessuali), proveniente da Napoli ma non solo, che siritrovano sul sagrato di Montevergine a intonare al ritmo della "Tammurriata, diretti da un cantatore, canti di ringraziamento e di preghiera alla Madonna Schiavona. Secondo una leggenda che si tramanda da secoli, la festa dei "femminielli" risalirebbe addirittura alla metà del 1200, quando due giovani omosessuali furono cacciati dalle mura cittadine per atti considerati osceni e legati ad un albero sul monte Partenio. Sarebbero certamente morti se la Madonna non fosse apparsa nel cielo: un luminoso raggio di sole squarciò la notte e sciolse le catene liberando i due, che poterono così amarsi per sempre. In occasione della festa vengono allestite per le strade e attorno al santuario bancarelle che espongono i prodotti tradizionali del luogo: torrone, castagne del prete, nocciuole, fichi, cesti tradizionali, artigianato artistico. La Candelora apre il ciclo dedicato al culto mariano delle cosiddette“Sette Madonne”: sette feste che si svolgono in un arco di tempo che va dal 2 Febbraio al 12 Settembre. A chiudere il ciclo è un altro rituale sempre in onore della Madonna di Montevergine che è l'unica ad essere festeggiata due volte, ad apertura e a chiusura del ciclo: il 12 Settembre si celebra in suo onore, un’altra processione, la "juta", ovvero l'"andata". I sette rituali si svolgono dall'avvento della primavera fino alla fine dell'estate: questo mostra chiaramente il loro significato rituale e propiziatorio. VN
english
La Candelora e la Juta
Every year, on the 2nd of February, a very old ritual occurs in Montevergine, in the municipality of Avellino. This ritual takes place in occasion of the Candelora; it consists in a processional ascent to the sanctuary (XII century) sited on a massif 1270 meters tall that is currently called “Partenio” (a Greek name to indicate young not-married women), which in the past got different names: “Monte di Cibele” (Cybil’s Mountain), “Monte Virgiliano o di Virgilio” (Virgil’s Mountain) and that, since the XII century, is called “Monte Vergine”. The sanctuary is situated exactly in the same place where, in the Roman Age, there was a temple consecrated to Cybil, a female god from Minor Asia, who was considered as the “Mother”. Her priests celebrated the cult in a woman dress. A legend tells that Virgil went to the temple in order to consult the oracle of Cybil: he was driven back by the god and so he decided to go back to the mountain every year. Later, he planted a vegetable garden of medicinal and magical herbs in order to cure the people. After many recoveries, the mountain was consecrated to him. The festival in honour of the Madonna di Montevergine, known as “Mamma Schiavona” because of her dark skin colour, is called “Candelora”. This is a Latin word for candle and is related to the candles’ blessing. The ascent to the mountain recalls for some pagan rituals but not only; it reminds of the ascent to the mountain that theVirgin Mary had to do in order to reach the temple forty days later Jesus Christ’s birth. On the 2nd of February there is the procession with the ascent to the mountain that has the “Femminielli” (Neapolitan nickname for homosexuals) as a main character. These people comes from Naples but not only; they meet at the churchyard to sing for thanking the Madonna. A legend tells that, during the 1200, two young homosexuals were driven out of the town for obscene acts and tied to a tree on the Partenio Mountain. They would have died but the Madonna appeared and saved them. On the festival’s eve, the streets are adorned, and all around the sanctuary there are stalls with all the traditional, local products: torrone, chestnuts, nuts, figs and local handicraft. The Candelora opens the cycle dedicated to the Marian cult of the “Sette Madonne” (seven Madonna): seven festivals take place in the space of time that goes from the 2nd of February until the 12th of September. To close the cycle there is an other ritual in honour of the Madonna di Montevergine who is the only one celebrated twice, in the beginning and in the end of the cycle. On the 12th of September, there is an other procession for her, the so-called “juta”, which in the Neapolitan dialect means “the going”. The seven rituals occur from the coming of spring until the end of summer; this is clearly related to their ritual meaning.