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La prima Domenica dopo Pasqua, Pagani, in provincia di Salerno, diventa protagonista della suggestiva festa della "Madonna delle Galline". Il nome del rituale si riferisce ad un episodio leggendario: una antica effigie della Madonna, che era stata sotterrata per sottrarla alla distruzione iconoclasta o alle incursioni saracene, fu ritrovata nel 1500 da alcune galline che, scostando la terra, fecero emergere una tavoletta dipinta. Nel luogo del ritrovamento fu costruita successivamente la chiesa ad essa dedicata. In realtà, pare che già a partire dal VII secolo dei contadini di Pagani offrissero in dono alla Madonna alcune galline. La tradizione racconta poi che agli inizi del XVII secolo, uno storpio guarì proprio grazie all'intervento della Madonna delle Galline, il che contribuì a rafforzare il culto dell'immagine. Il rituale ha comunque radici antichissime: la devozione verso la Madonna delle Galline rievoca l'antica venerazione per la divinità greca Demetra, protettrice della natura e delle messi. Si racconta anche che le galline più belle dei pollai si sentano chiamate e si dirigano spontaneamente in Chiesa in occasione della festa della Madonna per onorarla. La festa è caratterizzata da un lungo corteo che fin dalla mattina porta in processione, per le vie principali del paese, la statua lignea della Madonna, posta sopra un carro spinto a mano su cui è adagiata una pedana di ferro girevole, in modo tale che lo sguardo della Madonna possa posarsi su tutti i fedeli, rassicurati così da una certa protezione divina. Ai piedi della Madonna stanno appollaiati colombi, galline, pavoni, che non si alzano mai in volo, nemmeno al rumore dei botti di petardi che seguono la processione durante tutto il percorso. Durante la processione i genitori fanno passare per buon augurio i loro bambini sotto il trono della Madonna. La processione accompagna la statua con canti della tradizione popolare, sotto una pioggia variopinta di striscioline di carta colorata che esprimono la devozione popolare. Dalle finestre delle case circostanti fanno mostra le più belle coperte di raso, che vengono appese ai balconi in omaggio alla Madonna. Duranteil tragitto la processione si ferma presso i cortili che ospitano i “Toselli” adornati dai devoti. I “Toselli”sono costruzioni di carattere votivo, talora semplici altari, altre volte vere e proprie istallazioni scenografiche, decorati con drappi, fiori, ceri, doni, ex-voto: restano esposti per sei giorni consecutivi così che tutti li possano ammirare. In questo giorno è di tradizione per tutti gli abitanti cucinare carciofi arrostiti e ragù per condire i tagliolini fattiin casa e si dice sia di buon augurio macchiarsi la camicia con il sugo. Il tutto è accompagnato dall’immancabile vino. Protagoniste della festa sono anche le danze e la musica, in particolare la Tammurriata: appassionati di questa danza raggiungono Pagani da tutta Italia (e non solo) per ballare, cantare e suonare fino a nottei noltrata. VN
english
dove / where
Pagani
(Salerno)
quando / when
Prima Domenica dopo Pasqua
The first Sunday after Easter