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A Sessa Aurunca, la settimana santa (periodo compreso fra il lunedì e il sabato che precedono la Pasqua) è celebrata con riti processionali officiati dalle sei confraternite cittadine caratterizzate dai diversi colori della mozzetta ed intitolate per lo più a chiese locali. Le processioni delle confraternite si susseguono nel corso della settimana - secondo un itinerario prestabilito che dalle rispettive chiese le conduce in cattedrale per adorare il Santissimo sacramento - in quest’ordine : Arciconfraternita di San Biagio, Confraternita di Santa Maria del Rifugio (mozzette granata e verdi, processioni del lunedì e del sabato); Arciconfraternita della SS.Concezione (mozzetta celeste, processione del martedì); Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Monte dei Morti (senza mozzetta con saio e cappuccio nero, processione del martedì, e processione dei Misteri del venerdì); Confraternita di San Carlo Borromeo (mozzetta color rosso vermiglio, processioni del mercoledì e del sabato); Arciconfraternita della Vergine del Rosario (mozzette in raso nero, processione del mercoledì).
I confratelli del SS. Crocifisso, i più numerosi, sono protagonisti anche dei due suggestivi rituali dell’Ufficio delle Tenebre - il mercoledì sera nella Chiesa dei Frati Minori a San Giovanni a Villa – e della Processione dei Misteri del venerdì santo.
L’Ufficio delle Tenebre è una fragorosa rappresentazione della passione di Cristo, popolarmente detta “terremoto”. Durante la funzione ecclesiastica vengono letti e cantati testi sacri e sermoni rigorosamente in latino accompagnati dal suono dell’harmonium. Dopo ogni lettura o canto si spegne una candela della “saetta”, ovvero del grande candeliere di forma triangolare collocato davanti all’altare, e la chiesa viene progressivamente oscurata fino a lasciare accesa una sola fiammella alla sommità del candeliere. Alla fine della funzione si eseguono il Miserere (sia cantato che recitato) ed il Benedictus; quando il cerimoniere nasconde l’unica fiammella ancora accesa - metafora della sepoltura di cristo - dietro l’altare, i confratelli esplodono in un acceso fragore che è espressione dello sconvolgimento della natura alla morte del figlio di Dio, un “terremoto” appunto, placato solo dal riapparire dell’ultima fiammella.
Il venerdì Santo i confratelli incappucciati del SS.Crocifisso mettono in scena i misteri, ovvero la rappresentazione dei momenti salienti della passione di Cristo, portando in processione a spalla 7 pesanti gruppi scultorei: Gesù nell’orto del Getsemani, Gesù flagellato alla colonna, l’Ecce Homo, Gesù lungo la via del Calvario, la croce con i simboli della passione, il Cristo morto, il gruppo delle tre Marie vestite di nero e ricoperte di preziosi gioielli. Altri confratelli con torce accese e donne alluttate a piedi scalzi seguono la processione che incede lenta e cadenzata, al suono della marcia funebre eseguita dalle trombe, secondo un movimento ondulante detto “cunnulella” consistente nel compiere due passi avanti e uno indietro. Di tanto in tanto, durante lo snodarsi della processione del Venerdì Santo nel centro storico di Sessa, gruppi di tre uomini si raccolgono in qualche angolo per eseguire il Miserere, un canto polifonico di tradizione orale e di straordinaria espressività stilistica che ripete in latino alcuni versi del Salmo 50 di Davide. In tarda serata per le strade e nella Piazza principale del paese dove passa la processione, vengono accesi enormi falò formati da fascine detti “carraciuni”. L’ultimo atto dei riti penitenziali consiste nella processione dei gruppi della Deposizione e della Pietà che sfilano il sabato mattina portati rispettivamente dalle confraternite di San Carlo e di Santa Maria del Rifugio.